Castel di Casio: restituito alla comunita’ l’Ospedalino di Rivabella

Fino agli inizi del 1800 la strada che da Bologna portava ai bagni della Porretta e a Pistoia seguiva il corso del Reno, attraversava Vergato e,  a Riola, dopo aver attraversato l’antico ponte di Savignano, girava intorno allo scoglio dove ora sorge il castello di Rocchetta e si inerpicava dritta da Casa Baldanza fino alla vecchia chiesa di Savignano e da qui proseguiva  sul crinale della Collina fino a Ca’ d’Alberto, Rivabella, Casa Vitali. Qui si divideva: una verso Casio, Badi e Pistoia e l’altra verso Pian di Casale fino ai bagni della Porretta.

Su questa vecchia strada (oggi sostituita da una strada asfaltata che, pur con molte varianti, segue più o meno lo stesso percorso) tra le località di Cà d’Alberto e Rivabella, all’incrocio con la vecchia strada che sale dal Faldo e in un punto molto bello e panoramico, nel 1856 Nicola Santoli, abitante di Rivabella, fece edificare (non si sa se per pura devozione o per grazia ricevuta) una colonna quadrata in pietra con una croce di ferro alla sommità e delle immagini in maiolica della Madonna sui quattro lati.

L’OSPEDALINO DI RIVABELLA

Il manufatto è sempre stato denominato “Ospedalino” forse perché la sua funzione era quella di accogliere e proteggere i viandanti che qui si fermavano per un riposo o una preghiera. Da allora in questo luogo gli abitanti di Rivabella e di tutto il circondario sono andati a pregare e si sono ritrovati spesso tutti assieme per quelle funzioni religiose di cui è piena la nostra cultura popolare e contadina.

E’ diventato quindi per questi luoghi e per questa gente un punto di riferimento, di aggregazione e di relazione dove la comunità si è sempre consolidata e identificata nelle proprie tradizioni e nei propri valori.

Valori e tradizioni che si sono tramandati una generazione dopo l’altra e in cui noi , comunità di Rivabella e dintorni (i pochi ancora rimasti purtroppo) ancora crediamo e cerchiamo di mantenere in vita. E’ per questo che abbiamo sempre considerato l’Ospedalino parte della nostra storia e delle nostre radici.

Da 160 anni è sempre stato lì a vegliare sui viandanti e sui contadini che lavoravano nei campi, si è visto cambiare il mondo attorno, ha visto uomini a piedi, a cavallo e in automobile, ha visto carri trainati da animali e macchine agricole moderne, ha visto passare la guerra e soldati di varie nazionalità, ha sfidato le intemperie e le calamità naturali, ha subito atti di vandalismo e il furto delle sue immagini sacre. Ma è sempre stato lì ad accoglierci e a farci ricordare, in particolare a me, di quei tempi in cui eravamo bambini e raccoglievamo i fiori nei campi per portarli alle Madonnine o quando, per gioco, ci arrampicavamo  fino alla cima aggrappati alla croce.

LA RICOSTRUZIONE

Un giorno di due anni fa, il camion per la raccolta dei rifiuti, a causa di una manovra sbagliata, lo ha abbattuto e sbriciolato.

E’ stato un grande dispiacere per tutti noi di Rivabella, ma non potevamo e non dovevamo permettere che questo luogo andasse perduto. Così alcuni di noi hanno portato la cosa all’attenzione dell’amministrazione comunale.

Il Comune ha dimostrato subito la sua disponibilità alla ricostruzione ma è emerso il problema della copertura finanziaria in quanto la cifra rimborsata dalla assicurazione era insufficiente e si sarebbe dovuto creare un manufatto più piccolo dell’originale.

Fortunatamente la causa è stata presa a cuore dal gruppo alpini di Porretta Terme e in particolare dal suo presidente Franco Fornasini, anche lui molto legato all’Ospedalino in quanto originario del luogo. Il gruppo alpini si è offerto di effettuare la ricostruzione e, dopo una breve trattativa con l’amministrazione comunale, ha avuto l’autorizzazione a iniziare i lavori.

Gli alpini, un gruppo di 5-6 persone tutti volontari, hanno lavorato alacremente per alcune settimane e alla fine il risultato è stato egregio. Un ottimo lavoro che ha lasciato tutti soddisfatti.

Hanno ricostruito l’Ospedalino nelle stesse dimensioni di quello crollato e in sasso, utilizzando anche parti originali del vecchio manufatto. Hanno fissato sui quattro lati delle nuove immagini sacre (Madonna delle spade, Madonna di San Luca, Madonna con bambino e rondine e Sant’Antonio) e hanno previsto un basamento più largo, in modo che ora è possibile girarci intorno.

L’opera è stata inaugurata e benedetta il giorno 22.12.2018 con la presenza del sindaco Mauro Brunetti, del vicesindaco Marco Aldrovandi, del parroco Don Emanuele e di tutta la comunità di Rivabella che, riconoscente, ha festeggiato l’evento con un ricco buffet.

Finalmente l’Ospedalino è stato riconsegnato alla comunità. Certo, è più bello, è diverso da quello a cui eravamo abituati, è più monumentale. Ma bene così! Il cambio di immagine è il segno del cambiamento dei tempi. L’importante è quello che per noi rappresenta: un luogo di devozione che ci hanno lasciato i nostri nonni e bisnonni che è sempre stato lì e deve continuare ad esserci anche se con un aspetto diverso.

Un grandissimo ringraziamento all’amministrazione comunale ma in modo particolare ai fantastici alpini di Porretta Terme da parte di tutta la comunità di Rivabella.

Appassionato di storia e arte, amo riscoprire luoghi che hanno segnato, a livello locale, un territorio. In particolare vi parlerò dell’appennino tosco-emiliano e dei suoi tesori. La montagna regala sempre grandi emozioni e le persone che la abitano, in silenzio e dedizione, hanno creato piccole meraviglie da valorizzare e condividere.

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