Novellara: la piccola Signoria dei Gonzaga

Eccoci ancora una volta insieme per scoprire un altro angolino curioso o quantomeno interessante della nostra Italia. Oggi vi condurrò a Novellara in provincia di Reggio Emilia comune limitrofo a Correggio (ricordate ? è l’ultimo luogo in cui siamo stati) per segnalarvi due monumenti non noti al grande pubblico : La Rocca dei Gonzaga e La Collegiata di Santo Stefano.

IL CENTRO STORICO

Il paese si sviluppa lungo una via centrale fiancheggiata da una lunga serie di portici che ospitano negozi e locali di vario tipo e francamente tutto è piuttosto anonimo.

LA COLLEGIATA DI SANTO STEFANO A NOVELLARA

Si arriva alla piazza Unità d’Italia. Questa non spicca per particolari caratteristiche, nonostante il toponimo altisonante, ma vi è collocata La Collegiata di Santo Stefano imponente struttura che merita visitare.

La costruzione risale ai primi del ‘500 senza essere portata a termine. Verrà ripresa nel 1567 da Alfonso I Gonzaga in occasione delle sue nozze con Vittoria di Capua affidando il progetto ad un certo Lelio Orsi. La struttura interna è costituita da una sola navata e la pianta è a croce latina, ai lati sono disposte quattro cappelle per parte rendendo il complesso nel suo insieme piacevole e sobrio.

Le opere di maggior interesse sono i dipinti realizzati da Lelio Orsi e suoi allievi e il pregevole battistero in marmo di fattura più recente.  

CHI ERA LELIO ORSI DI NOVELLARA?

A proposito di Lelio Orsi, vorrei spendere due parole per renderlo noto non solo agli addetti ai lavori ma anche ai molti profani che come me si saranno chiesti chi è costui.

E’ stato un pittore e architetto nato a Novellara e che ha lavorato quasi in maniera esclusiva per i Gonzaga.  Processato e condannato all’esilio per omicidio dopo varie peregrinazioni a Reggio Emilia fu costretto a confinarsi nel suo paese natale e qui divenne l’artista di corte, amico e confidente di Alfonso I Gonzaga. Ciò che più contribuì al suo anonimato per secoli fu purtroppo la sua area ristretta di lavoro e quindi trascurato dalla storiografia del tempo (il Vasari per esempio snobbava l’arte di queste piccole corti) e la perdita e distruzione di molti affreschi. Così solo i suoi disegni viaggiarono oltre confine rimanendo privilegio di pochi collezionisti. Si sa della sua formazione mantovana (Giulio Romano/Mantegna). In seguito si ispirò a Correggio, a Michelangelo sviluppando comunque una propria originalità.

LA ROCCA DEI GONZAGA A NOVELLARA

Ora, fatta questa premessa, entriamo alla Rocca dimora di un ramo cadetto dei Gonzaga ed oggi sede degli uffici comunali. La dinastia dei Gonzaga di Novellara ha origine con Feltrino Gonzaga che nel 1335 si impadronì di Reggio Emilia e lo governò per 36 anni con estrema durezza.  Nel 1371 Feltrino fu costretto a cedere Reggio Emilia ai Visconti e si ritirò con la sua discendenza a Novellara rimanendovi per quasi 4 secoli.

rocca gonzaga novellara

Questa piccola signoria nel tempo riuscì a proteggere il territorio da saccheggi ed invasioni prosperando ed acquisendo una propria indipendenza politica tanto che il Cinquecento fu il suo secolo d’oro. Ed è proprio in questo periodo che trasformerà Novellara in una città raffinata e colta promuovendo le arti e i restauri edilizi, grazie anche alla presenza in loco di Lelio Orsi che contribuì alacremente a mutare l’aspetto rude della Rocca in una sofisticata residenza.

IL MUSEO GONZAGA DI NOVELLARA

Visitando il museo Gonzaga entreremo nelle sale cinquecentesche del palazzo ricche di fregi, dipinti e soffitti a cassettoni e solo in parte possiamo immaginare quello che fu. Qui troviamo varie raccolte tra cui una serie di affreschi dell’Orsi strappati dal Casino di Sopra, luogo di svago e riposo, ahimé andato distrutto.

Jpeg

E ancora la deliziosa tavola dell’Annunciazione dipinta sempre dall’Orsi che ha peregrinato per secoli prima di rientrare nel suo luogo di appartenenza. Nel ‘600 venne attribuita ingiustamente al Correggio da un gruppo di artisti che, convinti, ufficializzarono tale paternita’ artistica con tanto di documento ritrovato sul retro del quadro. Soltanto recentemente il grande critico Federico Zeri, analizzando attentamente alcuni dettagli inconfondibili, si è accorto dell’errore perpetrato per anni!  

Ancora ricca e ben conservata anche una raccolta di vasi da farmacia appartenuti all’antica spezieria del convento dei Gesuiti di Novellara e che si dice sia la più preziosa esistente in Europa. Prima di uscire non dimentichiamo la sala del Fico, una stanza finemente decorata a dimostrazione del grado di raffinatezza raggiunto da queste piccole Signorie e probabilmente realizzata per le nozze tra Alfonso I Gonzaga e Vittoria Di Capua (c’è un chiaro riferimento nell’iscrizione sul camino). La decorazione si compone di motivi a grottesche con la tecnica della pittura a secco su intonaco a calce. Perché del Fico? Per via di una pianta di fico che si dice sorgesse proprio davanti all’entrata della sala.

Ora possiamo uscire definitivamente con un qualcosa in piu’ da ricordare e senza aver speso un centesimo perchè qui tutto è completamente gratuito!

Un suggerimento valido per pranzare: l’Enoteca Antico Borgo oltre a proporre una vasta scelta di vini vi offre piatti appetitosi e curati accompagnati da un servizio attento e gentile in un ambiente intimo e rilassante.

Mi chiamo Daniela e da sempre prediligo i piccoli centri del nostro belpaese fuori dai clamori e da mode passeggere. Quando scelgo una meta lo faccio con criterio per alimentare i miei interessi storici che, gira e rigira, mi conducono inevitabilmente tra rocche e castelli. Per motivi di tempo e lavoro non viaggio moltissimo ma la cosa positiva è che ciò che vedo si scolpisce nella mia mente permettendomi di trasferire ad altri dettagli e particolari interessanti. Per stuzzicare la curiosità basta veramente poco e io spero di contribuire nella scelta di un luogo o località da visitare.

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