DEMM: la moto dell’appennino bolognese

Tra i tanti piccoli musei di cui è costellato il nostro territorio uno che vale la pena vedere è: Il museo delle moto e motocicli DEMM a Porretta Terme sull’appennino bolognese. In esso sono raccolti tutti i modelli di moto e motocicli da competizione e turismo prodotti dalla fabbrica DEMM tra il 1952 e il 1987.

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LA SOCIETA’ DEMM

La DEMM è stata fondata da Giacomo Daldi, un perito industriale di Capugnano, che nel 1919 impiantò un piccolo stabilimento a Milano (O.P.R.A.M officina per ricambi auto e moto) ma negli anni 1926-27 decise di tornare nei monti di origine e assieme all’ing. Matteucci fondò la Società anonima Daldi e Matteucci che produceva, nel nuovo stabilimento di Porretta Terme, pezzi di ricambio per autoveicoli, macchine movimento terra, motocicli ed aerei  (in particolare  ingranaggi), divenendo in breve tempo leader in Italia ed Europa.

L’industria era fornitrice di imprese di prestigio come  Ferrovie, Alfa Romeo, Piaggio, FIAT, OM, Bugatti, Ferrari, MotoGuzzi, Innocenti, Aeritalia-Boeing 767-747, SAME, Lamborghini e si sviluppò in fretta, sia come ampiezza che come numero di addetti. Negli anni della guerra si raggiunse il numero di 1300 dipendenti.

Dopo l’armistizio, nel 1943, a causa dei pesanti bombardamenti alleati, la fabbrica venne trasferita ad Intra sul Lago Maggiore ma nel dopoguerra, nel 1948, fu riportata a Porretta Terme, dove si trova ancora oggi, e dove ha continuato ad essere un punto di riferimento essenziale per molte famiglie e per tutta l’economia montana.

Agli inizi degli anni ’50, come in tante altre aziende meccaniche dell’Emilia Romagna, anche alla DEMM si decise di iniziare la produzione di moto, motocicli, ciclocarri e motocarri.

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In circa 30 anni sono stati prodotti oltre 800.000 unità di ciclomotori da 40 cc , 49 cc , 53 cc , in versione 2 e 4 tempi, oltre 7000 moto leggere con motori da 75, 125 e 175 cc e più di 1500 motocarri  e ciclo carri, oltre a moto da competizione che per oltre 15 anni, a partire dal 1954, hanno partecipato ai campionati italiani conquistando diversi records mondiali.

IL MUSEO DEMM

Il piccolo museo è nato nel 2005 dalla passione e dall’impegno di Giuliano Mazzini e di suo figlio Mosè.

Giuliano Mazzini ha dedicato la vita alla DEMM: entrato in azienda come disegnatore meccanico e successore del precedente progettista Casiraghi, è diventato poi Direttore di produzione, Consigliere delegato e Vicepresidente, ha progettato lui, dal 1956 in poi, quasi tutti i motori prodotti.

Dal 1985, in collaborazione con il figlio Mosè ha intrapreso un lungo e paziente lavoro di recupero e restauro di prototipi e modelli di moto e motocicli della produzione DEMM. Nel museo sono esposti oltre una cinquantina di moto e ciclomotori, compresi i modelli da competizione che hanno consentito alla DEMM di primeggiare nei campionati italiani della montagna negli anni 1961-62-63.

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All’interno del museo si può ammirare  il “Siluro”, ciclomotore carenato con motore 50cc a 2 tempi, unico esemplare che nel 1956 conquistò 24 records mondiali di velocità.

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Inoltre  sono esposti motori sezionati, disegni degli stessi, motori per uso industriale, automobilistico e motociclistico corredati da documenti tecnici storici e molte fotografie relative alle gare a cui la DEMM ha partecipato.

Una piccola curiosità, interessante, è un modello originale, unico assieme ad un altro esposto a Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci, sopravvissuto per integrità ed originalità, della Motrice Pia di Enrico Bernardi del 1884. L’Ingegnere è stato riconosciuto tale dai brevetti depositati nel 1883, come l’inventore del motore a scoppio alimentato a benzina.

motore a scoppio Bernardi

motore a scoppio Bernardi

motore a scoppio Bernardi

Nella mia visita sono stato accompagnato dal sig. Mosè Mazzini in persona che mi ha piacevolmente intrattenuto per oltre 2 ore con spiegazioni tecniche sui vari modelli e sui motori ma anche con curiosità e aneddoti legati alla storia dell’azienda, alle gare, ai piloti e mi ha anche mostrato la piccola officina dove con pazienza e impegno, e con l’aiuto prezioso del padre, restaura e recupera i vecchi modelli di produzione DEMM. Si vede e si percepisce la grande passione che lo anima.

Penso che questa passione e questo impegno vadano premiati e quindi consiglio a tutti di andare a visitare questo piccolo museo.

Per informazioni su orari e contatti per la visita al museo visitate il sito internet: Clicca qui.

Appassionato di storia e arte, amo riscoprire luoghi che hanno segnato, a livello locale, un territorio. In particolare vi parlerò dell’appennino tosco-emiliano e dei suoi tesori. La montagna regala sempre grandi emozioni e le persone che la abitano, in silenzio e dedizione, hanno creato piccole meraviglie da valorizzare e condividere.

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