Correggio: principesca città reggiana

Chi in una precedente occasione mi ha seguito in quel di Carpi ed è rimasto colpito in maniera positiva, lo invito a seguirmi anche questa volta per conoscere e scoprire Correggio.

Piccola ma graziosa cittadina reggiana, e’ collocata nella media pianura Emiliana nella zona formata dai detriti alluvionali dei torrenti Crostolo e Tresinaro. Il paesaggio antico si dice fosse caratterizzato da sottili strisce di terreno isolate tra stagni e boschi. Su questi cordoni di terra, chiamati corrigiae e da cui presumibilmente è derivato il nome della città, ha origine il centro abitato di Correggio.

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IL BORGO VECCHIO E LA CASA DEL CORREGGIO

Iniziamo dal Borgo vecchio distinguibile per le sue antiche case porticate e in uno slargo ben riconoscibile si trova la Casa del Correggio: un edificio rustico ricostruito nel 1755 sui resti della casa originale del pittore Antonio Allegri. Purtroppo questo personaggio ha avuto scarsa fortuna in patria, le sue maggiori opere facenti parte della ricca collezione dei Principi di Correggio sono andate perdute e successivamente le razzie dei Duchi di Modena hanno contribuito a cancellare la presenza artistica in loco. E la casa che gli diede i natali di conseguenza! Nel ‘900 si decide di rivalorizzare e recuperare l’immobile restituendogli una dignità ed impiegandolo in vari modi. Ma è con il radicale restauro avvenuto nel 2006-2007 che l’edificio ritrova la sua vera anima divenendo la sede degli uffici della fondazione dedicata al Correggio.

Seguendo la strada che un tempo costeggiava le mura incontriamo il bastione di Carlo V completamentespogliato delle sue glorie e sostituito da una costruzione novecentesca nata per ospitare una Filanda di seta, ma mai realizzata. Ora il Comune ne ha ricavato degli alloggi popolari ed il complesso e’ noto come il Torrione.

Proseguiamo e incontriamo Corso Mazzini: la via della mondanità e dello shopping. Tracciata sull’antica strada maestra si snoda in un percorso semicircolare, fiancheggiata da ampi ed elevati portici da’ vita ad un simpatico effetto prospettico che si conclude con una sorta di strozzatura dove sorge il palazzo Cattini. Questo edificio vantava anche l’appellativo di Banca della ragione, in quanto era il luogo designato ad amministrare la giustizia. L ’enorme orologio che mostra fiero sulla facciata è stato realizzato alla fine del ‘700 e i meccanismi originali sono conservati al Museo Civico, oggi sostituiti con congegni più moderni.

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Per un attimo fatevi coinvolgere dall’atmosfera, tentate di estraniarvi dalla realtà e come per magia vi sembrerà di rivivere un passato fatto di eleganti carrozze che rumoreggiano su un selciato di ciottoli di fiume, e di dame dai vistosi cappelli che con aria civettuola fanno capolino da dietro un ventaglio e lanciano sguardi maliziosi ad azzimati cavalieri, pronti a raccogliere con un cenno del capo espliciti messaggi d’amore.

PIAZZA SAN QUIRINO A CORREGGIO

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Basta un trillo di un cellulare per riscuoterci da cotanta immaginazione e ripiombare nel nostro tempo, pronto a ricordarci che la nostra visita non può finire qui, indi per cui decidiamo che la prossima meta sara’ Piazza San Quirino. Questa Piazza è nata nella seconda metà dell’800 e potrebbe essere un delizioso salottino, solo se si potessero evitare le auto che, oltretutto, fanno sembrare la povera statua del Correggio posta al centro, un vigile inflessibile intento a dirigere il traffico!

Di notevole pregio l’omonima Basilica così solenne e imperiosa caratterizzata da un’interessante architettura e da arredi interni in legno, gesso e scagliola. Purtroppo i restauri dopo il terremoto non sono stati completati e per il momento si può visitare solo la Torre Civica attigua, peraltro gratuitamente. Venne costruita nel ‘300 e faceva parte di un complesso sistema fortificato eretto a protezione dell’antico centro urbano, poi agli inizi del ‘500 venne trasformata in Torre campanaria per la vicina basilica, e a testimonianza di ciò si possono ammirare le grosse campane poste sulla sommità.

PALAZZO DEI PRINCIPI DI CORREGGIO

Andiamo oltre e a pochi passi incontriamo il Palazzo dei Principi, simbolo del Rinascimento a Correggio (anche qui si entra gratuitamente). Fatto costruire nel 1507 da Francesca di Brandeburgo, vedova di Borso da Correggio (si vocifera che forse l’illustre architetto fosse addirittura Biagio Rossetti) e’ stato dimora del Principato correggesco per diverso tempo, per poi lasciare il posto nel ‘700 al Governatore estense. Negli anni ha attraversato periodi di grande abbandono e degrado, ma oggi, tirato a lucido, merita visitare le sue ampie sale, in modo particolare quelle situate al piano nobile.

Qui ogni sala ripercorre un secolo d’arte proponendo tele importanti tipo il Cristo Redentore del Mantegna o la splendida Lucrezia del Guido Reni, nonché le copie ottocentesche di tutti i dipinti del Correggio.

Vi chiedo di prestare un po’ più di attenzione alla sala dedicata al ‘800 perché ritroverete i dipinti di un pittore locale non noto al grande pubblico: Luigi Asioli. I suoi soggetti attingono prevalentemente dall’ambiente patriottico essendo stato lui stesso protagonista durante i moti del 1848, ma anche la ritrattistica fu un suo grande punto di forza. E la dimostrazione è in questa sala dove abbiamo l’opportunità di ammirare alcuni splendidi ritratti, tra cui due autoritratti in eta’ giovanile e in eta’ matura. La linea è pulita, delicata e impeccabile, rivelando il suo spirito accademico sempre rispettoso delle regole e che non cederà nemmeno alle lusinghe del nascente impressionismo.

DOVE MANGIARE:

Concludiamo la nostra gita con un buon pranzo e a tal proposito vi suggerisco due posticini: OSTERIA DEL FILOSSO propone i piatti della tradizione con qualche divagazione per incuriosire anche i clienti piu’ riottosi. Location accogliente e prezzi nella media. A CASA DI CAMILLA qui troviamo una valida alternativa con piatti della cucina romana, calabrese e invitanti proposte a base di pesce. Il servizio e’ attento e premuroso in un ambiente grazioso e confortevole. Buono rapporto qualita’/prezzo .

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