Reggio Emilia: la città del tricolore

Chi non è mai stato almeno una volta a Roma, Firenze, Venezia le città simbolo del nostro bel paese? Sicuramente molti di voi, ma se dico Reggio Emilia? Scommetto che la percentuale si azzera, l'entusiasmo precipita e l'interesse è nullo. È per questo che di tutte le province emiliane io la definirei la Cenerentola di casa, perché come Cenerentola si presenta dimessa ma non trascurata, con carattere ma senza mai scivolare nella presunzione, e i dati degli ultimi anni lo confermano, basti pensare alle eccellenze raggiunte con l'assistenza all'infanzia.

Io a Reggio Emilia ci sono capitata per caso e per caso mi sono imbattuta nei luoghi a lei più cari cogliendo un'atmosfera davvero serena ed accogliente. Ed ora, passeggiando, vi racconterò ciò che più mi ha colpito nel bene e nel male.

A PASSEGGIO PER REGGIO EMILIA

Facilmente raggiungibile con qualsiasi mezzo, io opterei per l'auto che consiglio di parcheggiare nell'ampio parcheggio caserma Zucchi alle spalle di via Allegri.

Qui dopo pochi passi incontreremo subito piazza Vittoria col suo teatro dedicato all'attore scomparso Romolo Valli e il Parco del Popolo, polmone verde della città. L'area è molto vasta costellata di piante ornamentali, aiuole fiorite, alberi secolari, e statue di illustri personaggi tra i quali il concittadino Ludovico Ariosto, coprendo interamente lo spazio riservato un tempo alla cittadella dei Gonzaga.

Sarebbe carino fermarsi ed oziare un po' al sole, ma il nostro tour è appena iniziato, quindi procediamo e giungiamo nei pressi di una piazza caratterizzata da una fontana i cui getti d'acqua nascono direttamente dalla pavimentazione per innalzarsi con slancio verso l'alto creando un vivace effetto scenografico.

 

Non potete sbagliare si tratta di piazza Martiri 7 luglio. Questo luogo per i Reggiani è molto significativo, in quanto si ricorda la morte di 5 operai per mano delle forze dell'ordine durante una manifestazione sindacale avvenuta il 7 luglio 1960, confermando ahimé un contesto storico piuttosto bollente.

 

Prima di andare oltre sarebbe stata doverosa una visita alla duecentesca chiesa di San Francesco ma, come spesso capita, la troviamo puntualmente chiusa, perciò vi rimando a Wikipedia, viaggiatore attento a cui non sfugge mai nulla!

IL CENTRO STORICO DI REGGIO EMILIA

Ora di buon passo ci incamminiamo verso il centro storico per approdare in piazza Prampolini o Piazza Grande. Qui la statua del Crostolo (il torrente che un tempo attraversava Reggio) funge da padrone di casa e come tale è lieto di mostrarci da un lato Battistero e Duomo, con la torre ottagonale, e dall'altro lato Palazzo del Monte di Pietà e palazzo Municipale.

IL DUOMO DI REGGIO EMILIA

Il Duomo in stile romanico è caratterizzato da un interno a tre navate con varie arcate che poggiano su robusti pilastri, ma nulla di opulento. Come pure il battistero a fianco: costruzione modesta risalente all'anno 1000 che architettonicamente si allinea con l'intero contesto non spiccando in modo particolare. All'esterno sulla colonna di sinistra notiamo delle incisioni profonde che non sono la conseguenza della vetustà dell'edificio, o peggio ancora i segni della nostra inciviltà verso le opere d'arte, ma sono due antiche unità di misura: il braccio reggiano e la pertica. Queste venivano utilizzate nell'acquisto delle stoffe per non incorrere in spiacevoli truffe.

 

IL PALAZZO MUNICIPALE DI REGGIO EMILIA E LA SALA TRICOLORE

Ci dirigiamo verso il palazzo municipale e visitiamo la famosa Sala del Tricolore. Utilizzata come comunissima sala consiliare, un tempo è stata testimone di un avvenimento destinato a scolpirsi nella memoria storica del nostro paese.

Il 7 gennaio 1797 i rappresentanti di Reggio, Modena, Bologna e Ferrara proclamarono la Repubblica Cispadana adottando il vessillo nei colori verde bianco rosso che nel 1848 si confermerà bandiera nazionale.

L'orgoglio cittadino è tale che è stato costituito un museo legato al tricolore visitabile tutti i giorni e gratuitamente.

LA TORRE DEL BORDELLO DI REGGIO EMILIA

A vegliare su piazza e palazzi svetta la Torre del Bordello, nel passato utilizzata come archivio comunale e non solo... potrebbero sostenere i malpensanti! Infatti si dice abbia preso proprio il nome da un edificio limitrofo chiamato il Castelletto nel quale si praticava il mestiere più vecchio del mondo.

 

PIAZZA SAN PROSPERO A REGGIO EMILIA

Ora attraversiamo vicolo Broletto (antica area cimiteriale del Duomo) e arriviamo a piazza San Prospero o Piazza Piccola che ospita la Basilica del patrono della città. È facilmente riconoscibile in quanto la facciata è ornata da sei leoni in marmo rosso di Verona che sembrano sorvegliare e impedire l'entrata ai malintenzionati, che comunque non riuscirebbero nell'intento visto che pure questa è chiusa!

 

 

 

 

 

 CHIESA DELLA BEATA VERGINE DELLA GHIARA

Delusi ce ne facciamo una ragione, e puntiamo alla chiesa della Beata Vergine della Ghiara sempre aperta dalle 7:30 alle 12:00 e dalle 16:30 alle 18:00.

A mio parere è la chicca di Reggio Emilia e si trova lungo l'antica strada Corso della Ghiara che insieme alla Via Emilia costituiscono le arterie principali della città. Venne costruita alla fine del '500 grazie alla devozione dei fedeli in seguito a dei miracoli attribuiti alla Beata Vergine e ciò che colpisce di più è l'abbondanza di dorature, marmi, affreschi con cui la scuola dei Carracci ha impreziosito le volte e le cupole, primo fra tutti il Tiarini. La pianta è a croce greca e ovviamente balzano all'occhio le analogie con la Steccata di Parma strutturalmente simile.

 

Prima di mangiare qualcosa avevo pensato di concludere la nostra incursione a Reggio Emilia con la Casa dei burattini di Otello Sarzi ma purtroppo non se n'è fatto nulla. Questa sorta di museo è gestito dalla Fondazione Otello Sarzi, la visita è gratuita ed è possibile solo su appuntamento.

Per chi non lo sapesse Otello Sarzi (1922 - 2001) è stato un maestro burattinaio che costruiva personalmente le sue maschere e che, attraverso la sua arte, ha portato innovazione al teatro riuscendo a tradurre testi impegnati in un linguaggio accessibile a tutti, varcando perfino i confini nazionali e collezionando innumerevoli riconoscimenti. Forse sarà per un'altra volta… speriamo!

 

Indicazione utile per mangiare: al ristorante pizzeria Pegaso si trova una vasta scelta tra primi, secondi, e numerosissime pizze. Molto sfiziosi sono anche gli antipasti piuttosto abbondanti e decisamente alternativi ad un secondo. Il tutto a prezzi medi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *