Carpi: cosa vedere in questa bellissima cittadina emiliana

A circa una ventina di chilometri di distanza da Modena ,senza troppe difficoltà, possiamo raggiungere una graziosissima cittadina molto nota ma altrettanto sconosciuta: Carpi. Ai margini di clamori e campagne promozionali, spesso non le viene attribuito il giusto valore passando in secondo piano rispetto ad altre località e collocandosi inevitabilmente tra le ultime posizioni. Ecco perché oggi colgo l’occasione per farvela conoscere sperando in un vostro passaparola futuro.

Carpi ci accoglie e ci dà il suo vivace benvenuto nell’immensa piazza Martiri (pensate la terza piazza più grande d’Italia!) che rappresenta il cuore e l’anima pulsante della città. Qui capannelli di anziani vestiti a festa dibattono animatamente su questioni politiche, bambini festosi si rincorrono zigzagando sotto il lungo porticato e un andirivieni continuo di biciclette ci rimandano all’immagine del paesone di campagna che, a dispetto dei tempi, conserva ancora oggi un aspetto bonario e rassicurante.

piazza martiri carpi

IL PALAZZO DEI PIO DI CARPI

Ed è proprio da qui che si snoda e si concentra la nostra visita iniziando dall’emblematico Palazzo dei Pio.

palazzo dei pio carpi

Residenza signorile della famiglia Pio, è caratterizzata da vari edifici, torri e cortili eretti tra l’XI e il XVII secolo costituendo un complesso assai articolato un tempo circondato da fossati. La facciata è in stile rinascimentale, al centro si staglia la torre dell’orologio del 1600, a nord troviamo la torre dell’Uccelliera risalente al 1480 e poi la torre merlata più antica realizzata nel 1320 da Passerino Bonacolsi. È proprio quest’ultimo che a difesa di Carpi fortificò il castello, ma non impedì a Manfredo I Pio, nobile modenese e vicario imperiale, di conquistare e garantire dal 1327 per sè e per la sua genia la signoria di Carpi. Fu sempre lui che racchiuse con le mura il castello definendo l’antica pianta quadrata del borgo, sede privilegiata del potere signorile e religioso della nobiltà locale. Ma l’impulso decisivo è attribuibile ad Alberto III Pio che, grazie alla sua formazione umanistica, (non dimentichiamo il suo illustre precettore Aldo Manuzio) trasformerà Carpi in una città rinascimentale.

Ma rompiamo gli indugi ed entriamo visitando le stanze del piano nobile finemente decorate e per alcuni aspetti molto simili e riconducibili ai saloni Estensi di Palazzo Schifanoia. Soffermiamoci poi nella splendida cappella impreziosita dagli affreschi cinquecenteschi di Bernardino loschi ed ammiriamo il bellissimo pavimento di maiolica, pregevole ma non originale. Proseguiamo per imbatterci nelle salette adibite a museo della xilografia rendendo merito ad un illustre concittadino: Ugo da Carpi. Questo personaggio è rimasto famoso per essere stato un grande illustratore e di aver contribuito allo sviluppo culturale e tecnico dell’invenzione della stampa. Il suo genio lo portò a sperimentare nuovi metodi e dalla semplice xilografia, che usava una matrice di legno ad un colore solo, passò all’utilizzo di più legni creando effetti luministici e sofisticate sfumature. In una sola parola: il chiaroscuro. Riuscì così a riprodurre fedelmente tele del Tiziano e del Raffaello divenendo uno dei più abili traduttori d’arte del suo tempo.

Passiamo ora al secondo piano con il Museo della città dove sono raccolti materiali ed oggetti risalenti a varie epoche. Ciò che mi ha più colpito è l’arte della scagliola. A partire dal XVII secolo si sviluppa questa tecnica e per 200 anni diverse botteghe produssero pregevoli manufatti. A spingere gli artigiani verso questo singolare materiale fu la mancanza di cave di marmo nelle zone limitrofe, il basso costo e la facile reperibilità del gesso. Dalla seconda metà del Seicento la scagliola fece un salto di qualità e divenne prodotto pittorico. Grazie all’introduzione del colore, la sua applicazione risaltò in nuovi schemi decorativi.

carpi

CHIESA DI SANTA MARIA IN CASTELLO A CARPIla sagra di carpi

Ora usciamo e ci dirigiamo verso la piccola piazza Re Astolfo, fulcro della cittadella medioevale, per rendere omaggio alla chiesa più antica della città: Santa Maria in Castello o comunemente la Sagra.

Fondata nel 752 da Astolfo re dei Longobardi,fu ricostruita nel XII secolo da Matilde di Canossa, per poi essere ridimensionata ad un terzo della sua lunghezza ai primi del ‘500 con la realizzazione della facciata rinascimentale ad opera del Peruzzi. Di notevole imponenza la torre campanaria. All’interno si sono conservati affreschi di epoca medioevale, l’altare, e merita uno sguardo anche il sarcofago in marmo datato 1351 contenente le spoglie del primo signore di Carpi Manfredo I Pio.

IL MUSEO DEL DEPORTATO A CARPI

Ora rimanendo sempre all’interno del complesso del Castello percorriamo un cortile secondario e visitiamo il Museo del Deportato. Pensato ed inaugurato nel 1973 vuole essere un gesto di riconoscenza verso tutte quelle persone vittime della deportazione e della discriminazione razziale, che hanno vissuto l’orrore del campo di Fossoli, località a 6 km da Carpi. Qui venivano internati gli ebrei e gli oppositori politici in attesa di essere trasferiti ad Auschwitz per un viaggio di sola andata. Il museo è costituito da 13 sale austere ed essenziali, con pochissimi reperti esposti in alcune teche. Il filo conduttore che scandisce il percorso è dato dalle innumerevoli frasi e pensieri incisi sul muro e tratti dalle “ lettere dei condannati a morte della Resistenza europea”. È un viaggio di riflessione e di grande impatto emotivo che tocca nel profondo e lascia impotenti soprattutto giungendo nell’ultima sala. Denominata la sala dei nomi è un susseguirsi senza sosta di nomi incisi su pareti e soffitto a ricordo di tutte quelle donne e quegli uomini che, fedeli e coerenti alle proprie idee, hanno sacrificato vita ed affetti.

museo del deportato carpi

Per mangiare a Carpi:

Un’indicazione utile per pranzare: consiglio la trattoria Santa Croce fuori dal centro di Carpi. Da 50 anni propone piatti della tradizione modenese in un ambiente familiare ed ospitale : pasta fresca fatta in casa, pasta ripiena, tigelle e gnocco fritto, carne alla brace e i dolci della nonna vi conquisteranno. Il tutto a prezzi contenuti!!