Parma: cose da vedere in una città da ricordare


Oggi giornata ideale per scoprire o riscoprire, a mio parere, la più bella città dell’Emilia-Romagna dopo Bologna: Parma.
Quest’anziana signora si distingue per la sua compostezza ed eleganza. La sua semplicità ostentata con classe cattura letteralmente il visitatore che stregato si lascia trascinare e coinvolgere dall’atmosfera della cittadina tranquilla, pacata, attraversata da innumerevoli biciclette e costellata qua e là di bar e piccoli punti di ristoro ideali per ritrovarsi con vecchi amici. Parma è nota a tutti per la sua arte, la sua musica, la sua cucina, e soprattutto per la sua gente che, fiera delle proprie origini, mantiene vive più che mai tante tradizioni per allietare ed accogliere con calore tutti coloro che desiderano visitarla.
Ma non perdiamoci in chiacchiere e iniziamo il nostro itinerario consigliando di parcheggiare l’auto presso il parcheggio a pagamento Goito, in quanto velocemente si potrà raggiungere Piazza Garibaldi, considerata da tutti i parmensi punto di ritrovo e snodo nevralgico per raggiungere i siti artistici di maggior rilievo.

LA PIAZZA DEL GOVERNATORE DI PARMA

Dinanzi a voi si staglia un edificio austero e squadrato, che sfoggia sulla facciata una grande meridiana: trattasi del palazzo del Governatore, utilizzato prevalentemente per mostre ed eventi. Proseguite per strada Garibaldi ed entrate nella chiesa di Santa Maria della Steccata. E’ una vera meraviglia rinascimentale con la peculiarità della pianta a croce greca (non così comune) costituita da una cupola centrale rotonda, quattro nicchioni che sono i bracci della croce, che si alternano a quattro cappelle angolari a pianta quadrata, il tutto impreziosito da splendidi affreschi come la parabola delle Vergini ad opera del Parmigianino. Unico neo la collocazione infelice senza sagrato e con il portale praticamente sulla strada.

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steccata-1IL TEATRO REGIO DI PARMA

Andiamo oltre e sulla sinistra date un’occhiata al Teatro Regio considerato per gli appassionati del bel canto un’istituzione per l’opera lirica italiana. Venne fortemente voluto dalla duchessa Maria Luigia, la quale non riteneva più adeguato l’antico teatro Farnese e affidò il progetto all’architetto Nicola Bettoli, che iniziò i lavori nel 1821 per concluderli otto anni dopo. Ogni anno il teatro celebra ed onora l’illustre concittadino Giuseppe Verdi con un festival dedicato alle sue opere attirando melomani, e non, da tutta Italia e confermandosi come il teatro “culla del melodramma italiano.

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L’EX MONASTERO DI SAN PAOLO A PARMA

Ma dimentichiamo un attimo la musica per dirigerci, nelle immediate vicinanze, all’ex monastero di San Paolo, per una vera chicca assolutamente da non perdere: la Camera della badessa o Camera di San Paolo. La badessa Giovanna Piacenza durante il suo periodo di superiorato apportò delle modifiche al monastero e fece affrescare una stanza del suo appartamento a un certo Araldi. In seguito però le fu consigliato un altro pittore, giovane e piuttosto innovativo, che si distingueva per l’uso della luce e del colore sviluppando nuovi effetti luministici morbidi e delicati: parliamo del Correggio e proprio lui nel 1518 realizzò la famosa Camera di San Paolo. La splendida decorazione e’ nella volta e nel camino. La volta è suddivisa a spicchi con al centro lo stemma della badessa, nei vari ovali i putti riportano trofei di caccia e rivolgono uno sguardo di intesa in direzione del camino sul quale è raffigurata l’immagine della dea Diana. Il suo sguardo intenso penetra lo spettatore e lo segue da ogni angolazione trasformandolo in una sorta di sorvegliato speciale.

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LA PIAZZA DUOMO DI PARMA E IL SUO BATTISTERO

Una volta usciti, soddisfatti per aver ammirato qualcosa di veramente bello, puntiamo dritti a Piazza Duomo ed entriamo nell‘immensa cattedrale ad architettura romanica. L’interno è tutta un’opera d’arte e l’occhio non sa davvero cosa prediligere, dove soffermarsi maggiormente, e con avidità cerca di assorbire ogni dettaglio e particolare, affinche’ il più possibile s’imprima nella mente e rimanga archiviato nel cassetto “cose belle ” della memoria. Non da meno è il battistero a fianco, che si presenta con una struttura ottagonale rivestita in marmo rosa e si sviluppa in altezza con quattro ordini di logge: gli uomini colti e preparati in materia dicono sia uno dei monumenti più significativi del passaggio dal romanico al primo gotico.

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Interno del Duomo di Parma

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Interno del Duomo di Parma

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Interno del Battistero di Piazza Duomo a Parma

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Interno della cupola del Battistero di Parma

LA CHIESA DI SAN GIOVANNI EVANGELISTA A PARMA

Ora, pochi passi e propsangiovannievangelistario dietro al Duomo incontriamo la chiesa dsangiovannievangelista-1i San Giovanni Evangelista. All’interno notevoli affreschi di pregio, tra cui la cupola principale ad opera del Correggio, rendono questa basilica uno dei gioielli imperdibili del centro storico di Parma. Fa parte di un antico complesso benedettino, assieme al monastero e alla spezieria. Purtroppo il monastero è visitabile solo in certe giornate ed io non ho avuto fortuna, ma la spezieria non mi è sfuggita. Si dice risalga al 1200 ma la sua fondazione potrebbe essere precedente in quanto il convento ebbe origine nel 980. All’interno si trovano vasi antichi, mortai, bilance, testi medici ed un laboratorio arredato con alambicchi, distillatori e una carrucola in corrispondenza di un antico pozzo dal quale prelevavano l’acqua di fonte necessaria alla preparazione dei medicinali.

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La spezieria

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La spezieria

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La spezieria

IL PALAZZO DELLA PILOTTA A PARMA

Una volta usciti riprendiamo il nostro percorso e, senza coprire grandi distanze perché Parma è estremamente concentrata, ci incamminiamo verso il palazzo nobiliare più conosciuto della città: il palazzo della Pilotta. È costituito da vari edifici realizzati dalla famiglia Farnese cominciando dal 1580 allo scopo di contenere tutti i comfort, ma assolutamente vicini alla vera residenza identificata nel Palazzo ducale. Anticamente dalla Pilotta partiva pure un lungo corridoio sopraelevato che permetteva ai duchi di accedere privatamente al loro palazzo, oggi ahime’ scomparso. Con la fine della famiglia Farnese anche sfarzo e lusso si ridimensionano e solo con Filippo I di Borbone si assiste ad una parziale rinascita dell’edificio fino ai giorni nostri. Una piccola curiosità, il nome particolare deriva dal gioco della pelota praticato dai soldati spagnoli nel cortile del Guazzatoio. All’interno si può visitare la biblioteca, il museo archeologico, la pinacoteca e il teatro Farnese. Io consiglio in particolare la galleria Nazionale per il vastissimo numero di opere da contemplare e ammirare anche se non siete dei conoscitori alla Daverio, e il teatro Farnese.

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IL TEATRO FARNESE

teatrofarnese-1Quest’ultimo venne fattoteatrofarnese costruire dal duca di Parma e Piacenza, Ranuccio I, nel 1618 in occasione della visita del granduca di Toscana Cosimo II . Il progetto venne affidato all’architetto Aleotti detto l’Argenta, il quale si ispirò al teatro palladiano di Vicenza e al teatro all’antica di Sabbioneta e venne realizzato completamente in legno abete rosso del Friuli. Purtroppo durante la seconda guerra mondiale andò completamente distrutto, ma con ingegno e tenacia venne ricostruito tra il 1956 e il 1960 attenendosi ai disegni originali e con il materiale recuperato venne realizzato l’ingresso attuale.

IL PARCO DUCALE DI PARMA

Ora un po’ di relax ce lo meritiamo, così oltrepassiamo il ponte Verdi e raggiungiamo il Parco ducale. Un’area verde molto ampia dove ci si può rilassare sorseggiando un caffè, passeggiando lungo i viali e sostando presso i laghetti artificiali animati da leggiadri pennuti. Parco e palazzo nacquero nel 1561 per volontà di Ottavio Farnese (su progetto del Vignola) che pensò il tutto come luogo di svago per la corte ducale…. scusate se è poco! Oggi è sede dell’arma dei carabinieri e le visite sono prenotabili per gruppi e solo in determinate occasioni, così noi optiamo per un edificio di dimensioni decisamente più modeste ma non per questo meno interessante: il Palazzetto Eucherio Sanvitale.

IL PALAZZETTO EUCHERIO SANVITALE DI PARMA

In origine l’edificio fu costruito dai frati dell’ordine degli umiliati di San Michele in bosco, venne poi acquistato da Gian Galeazzo Sanvitale, signore di Fontanellato, nel 1547, che lo passò al figlio Eucherio, il quale una volta divenuto vescovo si trasferì in Francia e nel 1561 lo cedette ad Ottavio Farnese che lo inglobò nel suo progetto grandioso del parco. Purtroppo gran parte degli affreschi sono andati perduti ma rimane pur sempre la struttura di carattere residenziale.

A questo punto siamo volti al termine, ma prima di abbandonare Parma consiglio qualche souvenir culinario. Entrate, allora, alla Prosciutteria, un invitante negozio nella centralissima Via Farini, dove potrete trovare di tutto e di grande qualità servito sempre con proverbiale gentilezza e cortesia.

Jpeg

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Ultima indicazione: per questa gita ed altre scegliete, se vi e’ possibile, sempre la prima domenica del mese, potrete entrare gratuitamente in quasi tutti i siti artistici e culturali del nostro bel paese.


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