Vanoi e la Grande Guerra: alternativa Oltre lo sci

Un pomeriggio nella Storia. Questo quanto offerto da Il Vanoi e la Grande Guerra, attività organizzata dall’Ecomuseo di Canal San Bovo (TN) e inserita all’interno del programma Oltre lo sci della Pro Loco di San Martino di Castrozza.

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Nei pressi di San Martino di Castrozza, c’è la valle del Vanoi in cui si è molto combattuto durante la Prima Guerra Mondiale. Questo territorio era già in territorio austriaco e l’Italia, decisa a conquistare questa zona, avanzò dal feltrino fino alla catena della Dolomiti, un confine naturale e invalicabile. Qui si consumarono battaglie ad alta quota, lotte sovrumane contro il freddo, la fatica, la fame per combattere una guerra sanguinosa e infame. La popolazione fu in parte evacuata, costringendo numerose famiglie a lasciare le loro case, le loro terre e quindi la loro fonte di reddito, e in parte arruolata nell’esercito.

Una guerra fatta da ventenni che molto di frequente non riuscirono a ritornare a casa.

Tutta la valle del Vanoi ne rimase profondamente segnata, tante furono le vittime, la montagna ne conserva ancora gelosamente i resti. Le trincee italiane e austriache sono ancora lì fredde, immobili, imperturbabili, a testimonianza di ciò che è stato.

DSCN3570L’Ecomuseo del Vanoi, situato a Canal San Bovo (TN), circa una mezzora di macchina da San Martino di Castrozza, offre la possibilità di conoscere esattamente come si è svolta la guerra da queste parti. Noi ci siamo ritrovati ad essere gli unici visitatori e ciò ci ha permesso di avere un rapporto esclusivo con la guida alpina che ci ha accompagnato per tutto il pomeriggio. Quattro ore di visita a fronte di 10 euro di biglietto. Davvero onesto e generoso!

 

LA VISITA DIVISA IN TRE PARTI

Giacomo Bornancini, la nostra guida alpina, è uno scalatore professionista a livello internazionale, grande conoscitore delle Alpi e appassionato di Storia, in particolare della Grande Guerra. Grazie alla sua passione, è riuscito a raccogliere  cimeli, armi, vestiario, fotografie creando il museo della Grande Guerra di Caoria, nel cuore del Vanoi.

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1. Con Giacomo siamo andati a vedere la postazione italiana di Pralongo ancora oggi perfettamente conservata che si inerpica su per tutta la montagna dimostrando la fatica e la volontà di questi giovani militari. Trovarsi lì fra le trincee fa venire un po’ i brividi ma è un bella esperienza.

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2. Siamo anche andati a visitare un cimitero militare riportato alla luce nell’anno 2000 dopo che negli anni trenta fu smantellato perchè era diventato troppo costoso mantenere attivi i piccoli cimiteri, meglio riversare i corpi in cimiteri più grandi.

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Qui Giacomo ci ha fatto notare una piccola lapide a forma di abete. L’ha ritrovata lui stesso in alta montagna. Appartiene a un tale Antonio Ren, giovanissimo. Cercando nei vecchi registri del cappellano militare dell’epoca, Giacomo è riuscito a ricostruirne la storia personale. Mandato a casa in licenza per sposarsi, Antonio, dopo quindici giorni d’amore, tornò a far la guerra in montagna. Sopravvisse anche ad una battaglia ma un giorno lui e un suo commilitone furono colpiti da un fulmine e morirono entrambi. Non aveva figli ma ebbe un nipote, figlio di sua sorella, che fu chiamato Antonio in suo ricordo. Giacomo è riuscito a DSCN3624rintracciarlo sebbene fosse già molto vecchio. Oggi quella di Antonio è l’unica lapide del cimitero che ha sempre dei fiori da parte della famiglia.

Questa storia ci ha molto commosso. Quando pensiamo a guerre lontane, parliamo di grandi numeri, strategie militari ma non ci soffermiamo sul ricordo delle singole persone che hanno fatto la guerra. Persone simili a noi, fragili ma forti nel bisogno, spaventati ma eroici nella necessità che meritano memoria, affetto, riconoscenza.

3. Successivamente siamo andati al museo della Grande Guerra di Caoria ricco di cimeli, fotografie, testimonianze, armi e vestiario originali e perfettamente conservati.

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DSCN3626Il pomeriggio si è concluso con una merenda nel bar di Caoria dove Giacomo ci ha raccontato della sua vita e delle sue tante esplorazioni in montagna.

CURIOSITA’: Giacomo ci ha detto che lo sci è nato durante la Prima Guerra Mondiale. Gli alpini dell’epoca si dovettero inventare una tecnica sciistica con delle aste di legno per riuscire a raggiungere la valle il prima possibile per portare informazioni.

Noi oggi andiamo a sciare e pensiamo alla montagna solo come a un luogo di divertimento, svago, relax. E’ bene invece conoscere la Storia di questo territorio che ci riguarda da vicino perchè è la storia d’Italia e sapere che giovani ragazzi come noi sono morti proprio su quelle cime e dunque rivolgere anche a loro un pensiero, una preghiera mentre scendiamo fra le piste da sci.

Consiglio a tutti l’attività Il Vanoi e la Grande Guerra. Vi assicuro che dopo guarderete le montagne in modo nuovo. Forse con più rispetto.

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2 thoughts on “Vanoi e la Grande Guerra: alternativa Oltre lo sci”

  1. Salve a tutti
    ringraziando per tutti i commenti devo però dire che non è mai stata mia passione “raccogliere”. Ovvero qualcosa ho raccolto e qualche pezzo lo tengo come soprammobile.
    Quindi lo stesso rapporto lo ho con il museo. Mi sono sempre più piaciuti la “natura” e i musei all’aperto. Quindi non sono un “raccoglitore” ma un “esperto abbandonatore” … Delle varie cose trovate in tanti anni non ho mai tenuto nulla tranne una piccola raccolta di 3-5 pezzi da soggiorno !
    Non mi ricordo se ve lo ho detto ma mio nonno Giacomo Bornancini è caduto l’8 giugno 1917 sul Carso.
    Vi ringrazio per la visita. Giacomo

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