Vicenza e il genio palladiano


Vicenza. La decisione è quasi casuale. E’ una bella domenica di sole e avevamo proprio voglia di una bella gita fuori porta. Non sapevamo nulla di questa città. Ora siamo qui, in quattro, mento alto e bocca aperta; non avremmo mai pensato che in così pochi chilometri quadrati potessero essere conservate tante opere d’arte.

Vicenza è un’antichissima città del Veneto. Già nel 49 a.C. era riconosciuta come città romana. Intorno al 1100 divenne un Comune libero facente parte della Lega Veronese e della Lega Lombarda per poi passare sotto il governo degli Scaligeri e dei Visconti di Milano. Fu però nel 1400 quando si annesse alla Repubblica di Venezia che iniziò il suo periodo di massimo splendore grazie al genio architettonico di Andrea di Pietro della Gondola, detto il Palladio.

Museo a cielo aperto e viva testimonianza dello stile palladiano ancora oggi studiato, ammirato, copiato in tutto il mondo, Vicenza è stata dichiarata Patrimonio dell’Unesco nel 1994 e ospita ogni anno migliaia di visitatori.

IL CENTRO STORICO

Interamente pedonale, il centro storico di Vicenza si colloca tutto intorno a Corso Palladio, la via principale ai cui lati si diramano vie secondarie che conservano quasi gelosamente i monumenti e i palazzi più belli.

Ci sono diversi parcheggi intorno al centro dove poter lasciare la macchina ed essere abbastanza vicini per raggiungere in pochi passi il centro storico.

Suggerisco di parcheggiare vicino a piazza Matteotti da cui parte il nostro itinerario.

ALLA SCOPERTA DEI MONUMENTI STORICI

In Piazza Matteotti si trova il centro informazioni turistiche dove ci fermiamo per prendere la cartina.

Bene, ora che siamo attrezzati con guida e cartina, abbiamo tutti gli strumenti per iniziare la nostra visita.

Siamo appena arrivati e ci troviamo già di fronte il monumento più importante:

IL TEATRO OLIMPICO DI PALLADIO

Ultima opera di Palladio del 1580, portato a termine dal figlio Silla, gli era stato commissionato dall’Accademia Olimpica per la rappresentazione di commedie classiche.

Il teatro fu costruito all’interno di un castello del duecento, precisamente nella corte d’armi. Tutt’intorno mura merlate di mattone rimandano ad un tempo cortese e mai ci si aspetterebbe un cambio architettonico così radicale passando dal medievale al classico antico.

IMG_9907Ciò che colpisce a colpo d’occhio è la forma semiellittica con fitte e ripide scalinate di fronte al palcoscenico e l’ambiente tutto sommato piccolo che riesce a contenere i suoni per ovattare le voci degli spettatori ma essere cassa di risonanza per gli attori.

Nonostante la ristrettezza dell’ambientazione si ha una sorta di soggezione di fronte al tempio antico che sovrasta la scalinata composto da colonne e statue classiche.

Saliamo qualche scalino e ci sediamo di fronte al palcoscenico. Stiamo contemplando le scene fisse di Vincenzo Scamozzi compiute nel 1585, anno di inaugurazione del teatro. Composte in legno ancora originale dell’epoca, raffigurano l’antica città di Tebe con strade che si diramano in ogni punto, palazzi e portici, il tutto costruito in prospettiva per dare il senso della profondità. Più grandi in primo piano, si rimpiccioliscono man mano fino a diventare un puntino perso nell’orizzonte. Le numerose statue affisse sono 95 e popolano la famosa città antica.

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Presente su ogni libro di Storia dell’Arte, il teatro olimpico è stato ed è tuttora oggetto di studio e suscita ammirazione in ogni visitatore. Magari torneremo per assistere ad uno spettacolo.

Usciamo dal teatro olimpico e prima di iniziare la nostra passeggiata lungo il corso, attraversiamo la strada e andiamo a vedere la facciata di Palazzo Chiericati, progettato da Palladio nel 1550. Oggi ospita il Museo Civico di Vicenza e al suo interno sono presenti collezioni di arte moderna e contemporanea tra cui opere di Filippo de Pisis e Pablo Picasso.

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Proseguiamo lungo Corso Palladio, svoltiamo a sinistra su Contrà Santa Barbara, ed entriamo in PIAZZA DEI SIGNORI.

Al suo ingresso, come un cancello che delimita il passaggio, svettano le colonne di San Marco e del leone, eredità del periodo della Serenissima.

Di forma rettangolare, la piazza è armoniosa nella forma e nei colori, gentile ed elegante.

Sulla sinistra, l’opera considerata il capolavoro del Palladio: la BASILICA PALLADIANA.

Attenzione, non si tratta di una chiesa! Essendo stato costruito sul preesistente Palazzo della Ragione, con il termine “basilica” Palladio intendeva definire un luogo in cui si rendeva la giustizia. Nell’antica Grecia era l’edificio in cui erano posti i tribunali.

IMG_9892La Basilica Palladiana, conclusa nel 1617, ha le facciate completamente rivestite di marmo con portici tutto intorno e una loggia, a cui si accede entrando nel museo sottostante e pagando un piccolo contributo, dalla quale si gode un’ottima vista di tutta la piazza e da cui si può ammirare frontalmente la Loggia del Capitanato, sempre progettata da Palladio.IMG_9919

La Basilica ospita oggi il LaMeC (Laboratorio di Arte Moderna) che propone interessanti mostre temporanee.

Dopo qualche fotografia, un giretto e un caffè, riprendiamo Corso Palladio, e ci dirigiamo verso Piazza Duomo per la visita della CATTEDRALE.

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L’entrata della Cattedrale è posta su di una strada piuttosto stretta perciò è difficile riuscire a
fotografare l’intera facciata ma merita almeno uno sguardo attento. Borbardata nel 1944, è stata ricostruita cercando di riportare la struttura a quella originale del XV secolo.

IMG_9890Al suo interno varie cappelle testimoniano il potere delle famiglie nobili succedutesi a Vicenza che, a seguito di lasciti e donazioni, chiedevano di essere sepolti in Cattedrale o che venisse loro attribuita la commissione di importanti opere tuttora presenti. Al di sotto dell’altare si trova la Cripta che custodisce le tombe degli ultimi vescovi vicentini. Ci fermiamo ad ammirare l’altare maggiore eseguito nella prima metà del 1500 da due artisti della Bottega di Pedemuro che seppero ben accostare pietre dure e marmi pregiati.

Opuscoli illustrativi dettagliati riguardanti la storia della Cattedrale sono a disposizione dei visitatori a fronte di un’offerta libera.

La luce del sole è accecante per occhi ormai abituati all’ombra e i rumori della città risvegliano i nostri sensi. Ci accorgiamo improvvisamente di avere una gran fame.

Cerchiamo una trattoria e un bel risottino non ce lo toglie nessuno. Concludiamo il nostro pranzo con la Grappa, specialità locale.

Sole, temperatura autunnale e torpore post-pranzo non sono ottimi compagni per visite a musei o monumenti cittadini. Quello che ci vuole a questo punto è una passeggiata digestiva e cosa c’è di meglio a Vicenza se non i GIARDINI SALVI?

Sono giardini all’inglese che si trovano subito fuori le mura del centro storico alla fine di Corso Palladio, superata piazza del Castello, sulla destra.

IMG_9934Una grande cancellata delimita l’ingresso. Prati verdi, panchine, corso d’acqua. Sullo sfondo la LOGGIA VALMARANA con il terrazzo poggiato su larghe colonne che affondano nell’acqua.
Le barchette a remi attraccate a fianco delle colonne rimandano a un periodo lontano fatto di romantici corteggiamenti in abiti ottocenteschi: lui che rema dolcemente e le dichiara il suo affetto, lei che sorregge un ombrellino per ripararsi dal sole e disegna con un dito onde sull’acqua timida ma felice… Mio marito mi ascolta e scuote il capo. Gli uomini d’oggi!

Vicenza, città palladiana, città romantica, città elegante, perfetta per una gita fuori porta, una mangiatina a base di specialità tipiche e come base di appoggio per la visita alle ville venete circostanti.

 


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