Toronto: la città ideale


Affacciata sul lago Ontario, uno dei cinque grandi laghi del Nord America, Toronto è una metropoli moderna, cosmopolita in continua evoluzione ed espansione. I suoi alti ed eleganti grattacieli ben rappresentano un’economia in crescita che ha saputo superare o scavalcare senza troppe difficoltà la crisi che ha invece colpito gli altri paesi del mondo tra cui purtroppo il nostro.

La sua università, una delle più importante del Canada, offre ottime opportunità di formazione. I parchi cittadini aiutano ad allontanare stress da lavoro e da studio.

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Viaggiamo con AirCanada e arriviamo a Toronto dopo circa 9 ore di viaggio con un volo diretto da Roma Fiumicino.

Una volta atterrati, prendiamo la nostra macchina a noleggio e l’avventura inizia!

Il nostro hotel si trova su Yonge Street, una delle vie principali della città e in centro a Toronto. E’ molto lunga e io la dividerei in due zone. La prima, quella alta, è nel cuore della Toronto universitaria e all’avanguardia. La seconda, parte bassa, è del tutto degradata, piena di locali a luci rosse, personaggi di dubbia moralità e brutte facce.

Abbiamo imparato che, per raggiungere il centro, situato verso il porto e quindi nella parte bassa della città, dovevamo, a un certo punto di Yonge Street, svoltare a destra per aggirare ed evitare la parte poco raccomandabile, soprattutto la notte.

La nostra impressione di Toronto è del tutto positiva.

Per prima cosa, vogliamo assolutamente visitare la University of Toronto. Leggiamo sulla guida che, oltre ad essere la più grande del Canada, è anche la migliore rispetto all’offerta didattica.

Ci rendiamo subito conto di quanto il Campus sia enorme, non solo in quanto ad edifici adibiti ad aule suddivisi per facoltà ma anche in quanto al parco e al verde che li attornia e li completa. L’erba è perfettamente tagliata e verde. Tutto è pulito ordinato. Un sogno. Entriamo in una facoltà, troppa è la curiosità di vedere le aule. E’ naturalmente vuota perché durante l’estate anche loro interrompono le attività didattiche. Le aule però sono aperte. L’architettura è quella del primo novecento e non posso fare a meno di entrare, sedermi e immaginare come sarebbe stato se avessi completato i miei studi universitari proprio qui.

Campus universitario Toronto

Campus universitario Toronto

Indugiamo più del dovuto per i corridoi della facoltà, senza renderci conto del tempo che scorre. Ritorniamo quasi a malincuore sui nostri passi rivangando i nostri ricordi di vita universitaria e facendo confronti e paragoni.

Riprendiamo in mano la cartina e cerchiamo il lago. Camminando verso il porto attraversiamo il quartiere finanziario e rimaniamo piacevolmente intrappolati nel suo labirinto.

Decine e decine di grattacieli con vetrate a specchio, uno attaccato all’altro, non permettono nemmeno ad un raggio di sole di passare ma riflettono una luminosità tale da creare essi stessi giochi di luce affascinanti. E’ incantevole perdere l’orientamento passeggiando con il naso all’insù e osservando come i molti alberi che costeggiano le strade sembrino graziosi bonsai a fianco di questi enormi palazzoni e gli uomini i piccoli abitanti di Lilliput.

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Guardando in alto visualizziamo la punta della CN Tower, la grande torre della televisione, identica a quella di Berlino, a cui è possibile accedere per vedere il panorama o mangiare sul ristorante che gira di 360° gradi su stesso. Una volta arrivati, la ammiriamo dal basso in alto ma decidiamo di non entrare perché il prezzo, a nostro parere, è piuttosto alto.

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CN Tower

Sulla destra della torre si trova il famosissimo Rogers Centre, il grande palazzetto dello sport che ospita concerti ed è soprattutto la casa dei seguitissimi Blue Jays, amata squadra di baseball.

Gli store tematici si sprecano tutto intorno allo stadio e scopriamo che le biglietterie sono aperte perché quella sera stessa ci sarebbe stata la partita.

Rogers centre

Rogers centre

Di fronte alla piazza, al centro di una rotonda ospitante un bel giardinetto, c’è lo stabilimento di un antico birrificio artigianale ora trasformato in un locale rustico ma con un gusto ricercato: il Steam Whistle Brewing.

Dietro di esso, finalmente, il lago. L’acqua è calma e azzurra e molti traghetti sono attraccati al porticciolo in attesa di portare i turisti a visitare le Toronto Islands.

Ciò che merita l’escursione è la magnifica visione di Toronto dal lago con i suoi alti grattacieli e la torre della televisione che svetta fra essi.

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Pranziamo su uno dei locali sul porto. Notiamo che in Canada la mancia è data per scontata e persino il bancomat è impostato dando la possibilità di scegliere quale percentuale o quale somma lasciare come mancia.

Continuiamo la nostra giornata passeggiando di nuovo persi fra i tanti grattacieli e ci godiamo il bel sole.

Ormai è ora di cena e iniziamo ad avere fame. Torniamo sui nostri passi e ci troviamo di fronte una folla infinita di gente con i cappellini e le magliette dei Blue Jays. Eravamo stupefatti dalla compostezza, dall’educazione di quella folla festante piena anche di bambini tenuti per mano dai genitori. Non uno schiamazzo, non un gesto di troppo. Una tifoseria gioiosa che, sorridente e tranquilla, andava a vedere la partita. E noi siamo pentiti di non aver comprato il biglietto perchè questa volta la partita allo stadio l’avremmo guardata volentieri anche noi!

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Concludiamo la serata passeggiando per la Toronto by night e pensando già alle cascate del Niagara che avremmo raggiunto la mattina seguente.

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