Una Foggia che non ti aspetti


“Fuggi da Foggia, non per Foggia ma per i foggiani”. Questa è  la prima cosa che ti dice  un foggiano se gli chiedi di parlarti della sua città. Un amore/odio che lo fa andare a vivere fuori ma lo fa ritornare “a casa” alla prima occasione.

A Bologna sono molti i pugliesi e in particolare i foggiani venuti a studiare e poi rimasti a lavorare.

E lo so perché io un foggiano me lo sono sposato!

Foggia l’ho sempre vissuta un po’ di passaggio perché ci andiamo per le feste  o d’estate qualche giorno ma scopro sempre qualcosa di nuovo. La mia è una posizione diversa rispetto a quella di un turista che soggiorna in albergo e non ha rapporto con gli abitanti del luogo. Io quando sono a Foggia vivo con foggiani, sento i discorsi, ormai capisco perfettamente il dialetto e so che, come altre zone del meridione, ha avuto e ha ancora le sue difficoltà.

Quest’estate però la Puglia ha avuto il boom del turismo. Le spiagge sono gremite, arrivano visitatori da tutta Italia e dall’estero e ritengo che Foggia possa ritagliarsi un suo spazio rilevante in tutto questo.

Mi rivolgo perciò a te turista in visita al Gargano per dirti che, al di là del mare, la provincia di Foggia ha un magnifico entroterra fatto di paesini, campagna, montagna (e pale eoliche!) e la città di Foggia merita una visita per il suo caratteristico centro storico e per la posizione geografica che permette di raggiungere in un paio d’ore, anche meno, molte famose località di Campania, Basilicata, Molise e naturalmente Puglia.

Adesso ti racconto in breve che cosa puoi trovare nel centro storico.

Ciò che mi ha colpito la prima volta è l’architettura tipica di una città del meridione. Ed è un complimento che faccio ai paesi del sud! Nel centro ci sono bellissimi palazzi del settecento con i balconcini in ferro battuto e le finestre con gli scuri. A me ricordano quei vecchi film con Marcello Mastroianni, ad esempio “Divorzio all’Italiana”, dove i paesani guardano la gente sul corso da dietro gli scuri asciugandosi il collo con un fazzoletto per il caldo estivo secco ma torrido.

Sono incantata ogni volta. Mio marito le prime volte non capiva cosa guardassi. Ora alza lo sguardo anche lui.

Il mio palazzo preferito è il Palazzo De Vita De Luca su via Arpi. Guardarlo è come fare un salto nel tempo. Quando ci passiamo di fronte devo fermarmi. In particolare amo gli archetti sulla terrazza in alto.

Palazzo De Vita De Luca

Palazzo De Vita De Luca

Di fronte a Palazzo De Vita c’è la famosa e frequentata Piazzetta, luogo di incontro per tutti i ragazzi di Foggia perché la sera si riempie di localini dove bere in compagnia, stuzzicare qualcosa da mangiare, fare una passeggiata.

La regina della piazzetta è la Cattedrale dedicata alla Beata Vergine Assunta in cielo e risalente al XII secolo. E’ stata ristrutturata da poco quindi ora si può visitare in tutto il suo splendore ma per vedere l’interno bisogna andare di giorno perché la sera l’ho sempre vista chiusa.

Proseguendo su via Duomo e svoltando poi a destra su Corso Garibaldi, vi troverete di fronte il gigantesco Comune di Foggia, tipico esempio di architettura fascista a forma di M. Non che la cosa mi entusiasmi ma è Storia. – Inoltre usciti da Foggia e andando verso la campagna, si notano, una dopo l’altra, in fila, le villette tutte uguali con sopra la sigla O.N.C. (Opera Nazionale Combattenti), poderi con casa e campi che lo Stato assegnava ai reduci della Prima Guerra Mondiale. Alcune sono in rovina, altre sono state ristrutturate e sono tuttora abitate –

Tornando indietro ma rimanendo su Corso Garibaldi, si arriva a Piazza Cesare Battisti dove si trova l’ottocentesco Teatro Giordano, amatissimo dai foggiani ma per troppo tempo chiuso. Dopo otto anni di ristrutturazione ha riaperto al pubblico lo scorso dicembre 2014 e ha inaugurato l’evento proponendo un concerto diretto da Riccardo Muti.

Che sia anche visitabile l’abbiamo scoperto la scorsa settimana per caso. Passandoci davanti ho visto che era aperto e mi sono affacciata all’interno. C’era il custode e gli ho chiesto se potevamo vedere il teatro vuoto e gentilmente ci ha lasciato entrare. Nemmeno mio marito era mai riuscito a vederlo dentro. In stile neoclassico, ha la forma a ferro di cavallo con palchi tutto intorno su tre piani e il loggione in alto. Avvicinandosi al palco se ne nota la profondità che non si percepisce da lontano. Sotto il palco c’è un ampio spazio per i musicisti. Il soffitto è affrescato e al centro ha un elegante lampadario. Nell’atrio del teatro, in una bacheca, ci sono foto del compositore foggiano Umberto Giordano a cui è dedicato il teatro e una lettera scritta di suo pugno.

Teatro Giordano di Foggia

Teatro Giordano di Foggia

interno Teatro Giordano

interno Teatro Giordano

palchi Teatro Giordano

palchi Teatro Giordano

Se ora riprendi Corso Vittorio Emanuele, hai due scelte: destra o sinistra.

Se vai a destra arrivi fino a Piazza Federico II, o piazza del Pozzo Rotondo, che prende il nome dal pozzo situato qui il quale fu costruito originariamente dall’imperatore Federico II di Svevia, padrone di queste terre nel 1200, e ricostruito così come lo vediamo oggi agli inizi del ‘900.

Pozzo di Federico II

Pozzo di Federico II

Già che ti trovi qui, prendi a destra su via Arpi , supera la porta e vai a vedere la Chiesa San Giovanni Battista dall’altra parte della strada.

Ora, se non sei stanco, ritorna sui tuoi passi e riprendi Corso Vittorio Emanuele da Piazza Federico II.

E’ una via estremamente curata con una pavimentazione di ciottoli e tanti bei negozietti, alcuni artigianali. Essendo stretta è sempre all’ombra e ciò è ottimo d’estate. All’incrocio su Via Oberdan, continua sempre su Corso Vittorio Emanuele che qui si allarga diventando la via dello shopping con i negozi più belli.

Pochi passi ancora ed eccoti in piazza Umberto Giordano. Al centro della piazza una statua dedicata al prestigioso compositore attorniato da altre statue rappresentanti opere teatrali.

Affacciata su questa piazza c’è la Chiesa Gesù e Maria da visitare internamente perché stupenda.

Se adesso continui su via Vincenzo Lanza, arrivi a Piazza Cavour che ha una bellissima grande fontana al centro e La Villa sullo sfondo, un grande giardino comunale.

Piccolo e quasi del tutto pedonale, il centro di Foggia ben si presta ad una passeggiata in tutte le ore del giorno.

Se si vuole prendere Foggia come punto di partenza per visite in giornata, da qui si raggiungono in un paio d’ore Napoli, Termoli, Matera, Trani.

Napoli si descrive da sola. Chiunque l’abbia visitata ne è rimasto sbalordito per la bellezza e per le sue contraddizioni.

Termoli è graziosa con le sue viuzze strette e le case a piano terra ben curate, colorate e piene di fiori. Ideale per andare a mangiare il pesce in uno dei tanti ristorantini sul corso e nelle piazzette principali. Spiaggia ampia e attrezzata, mare azzurro e romantici tramonti. E chi vuole più andarsene!

Matera, con i suoi sassi, proclamata capitale europea della cultura 2019, è uno di quei posti che bisogna vedere almeno una volta nella vita. Recentemente ristrutturata, passeggiare per il vecchio paese dà l’impressione di essere dentro un presepio di dimensioni mastodontiche e noi le statuine viventi.

A Trani non sono ancora stata ma sarà la gita della prossima volta. E l’elenco è ancora lungo perché intorno a Foggia di località meritevoli ce ne sono tantissime.

E naturalmente il Gargano e le sue località di mare.

E allora a Peschici andammo a mangiare il pesce e la proprietaria, parlando con noi e sentendo la netta differenza d’accento fra me e mio marito, andò palesemente in confusione e ci chiese perplessa: “Ma voi, di dove siete?”

 

 

 

 


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